27 Ott Separazione con figli, cani e gatti: mantenimento, calendario e gestione dell’animale di famiglia
Chi resta con i figli? Come vengono organizzati i tempi con mamma e papà? Chi sostiene le spese? E cosa accade al cane o al gatto che ha sempre vissuto insieme alla famiglia?
Quando una coppia si separa, l’organizzazione della nuova vita familiare non riguarda soltanto casa, figli e questioni economiche. Sempre più spesso occorre trovare una soluzione anche per gli animali d’affezione, soprattutto quando cani e gatti hanno condiviso per anni la quotidianità della famiglia.
La questione diventa ancora più delicata quando ci sono figli molto legati all’animale.
Separazione e figli: il principio da cui partire
Per i figli minori il punto di riferimento è il loro interesse morale e materiale.
La normativa sull’affidamento condiviso ha posto al centro il diritto del minore a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascun genitore e a ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi. Il giudice determina anche tempi e modalità della presenza dei figli presso ciascun genitore e le modalità con cui ciascuno contribuisce al loro mantenimento.
Questo significa che affidamento condiviso non equivale automaticamente a una suddivisione matematica del tempo al 50%.
L’organizzazione deve essere costruita sulle esigenze concrete dei figli.
Come si stabilisce il calendario dei figli dopo la separazione?
Il calendario dovrebbe consentire ai figli di conservare una relazione effettiva con entrambi i genitori, evitando che l’organizzazione dei tempi diventi uno strumento di conflitto tra gli adulti.
Nella separazione consensuale sono proprio i genitori a poter individuare una regolamentazione condivisa. Il Tribunale di Bologna ricorda che la separazione consensuale presuppone il consenso dei coniugi anche sulla regolamentazione dei rapporti con i figli. [tribunale-…ustizia.it]
Un buon accordo dovrebbe essere il più possibile chiaro e concretamente applicabile, soprattutto per quanto riguarda:
- giorni ordinari di permanenza;
- fine settimana;
- festività;
- vacanze scolastiche;
- compleanni e ricorrenze;
- accompagnamenti e rientri;
- eventuali esigenze particolari del minore.
L’obiettivo non dovrebbe essere quello di realizzare un calendario apparentemente perfetto per i genitori, ma di individuare un’organizzazione realmente sostenibile per i figli.
Mantenimento dei figli: come viene determinato?
Il mantenimento dei figli costituisce una questione distinta dal calendario, anche se i tempi di permanenza presso ciascun genitore costituiscono uno degli elementi rilevanti nella sua determinazione.
La disciplina individua, tra i criteri da considerare, le esigenze attuali del figlio, il tenore di vita goduto durante la convivenza dei genitori, i tempi di permanenza presso ciascuno, le risorse economiche dei genitori e il valore economico dei compiti domestici e di cura svolti da ciascuno.
È quindi importante evitare un’altra frequente semplificazione:
più tempo trascorso con il figlio non significa automaticamente eliminazione dell’assegno di mantenimento.
La valutazione economica deve essere complessiva e deve tenere conto della situazione concreta della famiglia.
E il cane o il gatto? Cosa succede quando la coppia si separa?
Qui il quadro cambia.
Nel nostro ordinamento non esiste una disciplina specifica che regoli l’affidamento di cani e gatti, in caso di separazione, secondo un modello equivalente a quello previsto per i figli.
Proprio per questo assume particolare importanza l’accordo raggiunto tra le parti.
Gli ex partner possono disciplinare consensualmente aspetti molto concreti della vita dell’animale, stabilendo, ad esempio, con chi continuerà a vivere, quali rapporti manterrà con l’altra persona e come saranno ripartite le relative spese.
Il Tribunale di Genova, nelle proprie indicazioni sulle condizioni di separazione e divorzio, include espressamente la collocazione degli animali domestici tra le possibili clausole accessorie degli accordi. [tribunale….ustizia.it]
Si può prevedere un calendario anche per il cane o il gatto?
In un accordo consensuale è possibile disciplinare anche i tempi di permanenza dell’animale presso gli ex partner. È però opportuno evitare di copiare automaticamente il calendario predisposto per i figli.
Un animale ha esigenze proprie.
A mio avviso, nella redazione dell’accordo occorre considerare concretamente età, condizioni di salute, abitudini, ambiente nel quale l’animale ha sempre vissuto e sostenibilità degli eventuali spostamenti.
Per questo un cane e un gatto potrebbero richiedere soluzioni organizzative molto diverse.
L’obiettivo dovrebbe essere quello di ridurre il conflitto e garantire continuità nelle cure e nelle abitudini dell’animale, anziché costruire un sistema di alternanza funzionale esclusivamente alle esigenze dei proprietari.
Cane o gatto e figli: è opportuno mantenerli insieme?
La questione diventa particolarmente interessante quando ci sono bambini o ragazzi che hanno sviluppato nel tempo un rapporto significativo con l’animale di famiglia.
Non esiste però una regola nazionale secondo cui il cane o il gatto debba necessariamente seguire il figlio nel calendario di permanenza presso i due genitori. La disciplina dell’affidamento dei figli non è automaticamente estensibile agli animali.
La soluzione può tuttavia essere costruita consensualmente.
Per esempio, nella valutazione concreta si può considerare se sia preferibile che l’animale:
- abbia una dimora abituale stabile;
- trascorra determinati periodi con l’altro componente della coppia;
- segua, quando concretamente sostenibile, alcuni periodi di permanenza dei figli;
- rimanga invece prevalentemente nell’ambiente al quale è abituato.
Non serve, quindi, un automatismo. Serve un accordo ben costruito sulla famiglia reale.
Chi paga le spese del cane o del gatto dopo la separazione?
Anche questo aspetto dovrebbe essere affrontato espressamente.
Le parti possono regolamentare consensualmente la ripartizione dei costi dell’animale.
A livello redazionale, suggerirei di distinguere almeno tra:
Spese ordinarie
- alimentazione;
- prodotti ordinariamente necessari;
- normali esigenze quotidiane.
Spese veterinarie e altre spese rilevanti
- visite veterinarie;
- esami;
- terapie;
- farmaci;
- interventi;
- eventuali esigenze sanitarie impreviste.
Questa classificazione è una proposta pratica per rendere più chiaro l’accordo, non una ripartizione percentuale imposta dalla legge.
È infatti preferibile precisare preventivamente chi paga, in quale proporzione e quali spese richiedano una decisione condivisa, invece di lasciare la questione in termini generici.
Attenzione: “mantenimento del figlio” e spese dell’animale non sono la stessa cosa
Questo è un punto giuridicamente importante.
L’obbligo di mantenimento dei figli trova una propria specifica disciplina. Per cane e gatto non esiste invece un analogo “assegno di mantenimento” disciplinato dalle norme sull’affidamento della prole.
Perciò è opportuno che un accordo di separazione mantenga distinte le due regolamentazioni.
Da un lato:
figli
- affidamento;
- collocamento;
- tempi di permanenza;
- mantenimento;
- spese.
Dall’altro:
animali familiari
- collocazione;
- modalità di gestione;
- eventuali periodi presso ciascuno;
- cure veterinarie;
- ripartizione delle spese;
- decisioni relative alla salute dell’animale.
La distinzione rende l’accordo più chiaro e riduce il rischio di futuri conflitti interpretativi.
E se gli ex coniugi non sono d’accordo sul cane?
L’assenza di una disciplina organica dell’affidamento dell’animale rende il conflitto più complesso rispetto alla posizione dei figli. Una fonte istituzionale del Tribunale di Genova tratta infatti la collocazione degli animali domestici come clausola accessoria rispetto alle condizioni essenziali riguardanti affidamento e mantenimento della prole. [tribunale….ustizia.it]
Proprio per questo raggiungere un accordo dettagliato in sede di separazione rappresenta una soluzione particolarmente utile.
Aspettare che il conflitto esploda successivamente può rendere molto più difficile regolamentare serenamente la situazione.
Separazione consensuale: meglio disciplinare subito anche gli animali
Quando esistono le condizioni per una separazione consensuale, è opportuno affrontare questi problemi sin dalla redazione dell’accordo.
Non basta scrivere genericamente:
“il cane resta a entrambi”.
Sarebbe preferibile precisare chi si occupa concretamente dell’animale e come vengono assunte le decisioni più importanti.
La finalità è semplice: trasformare abitudini e intenzioni in regole chiare, evitando che la gestione del cane o del gatto diventi, dopo la separazione, un nuovo terreno di scontro.
Figli e animali: separare la coppia senza distruggere gli affetti
Una separazione modifica la struttura della famiglia, ma non dovrebbe necessariamente interrompere tutti i legami che si sono formati durante la convivenza.
Questo vale certamente per il rapporto dei figli con entrambi i genitori, tutelato dalla disciplina familiare.
Per gli animali la disciplina è differente, ma una separazione ben costruita può comunque tenere conto della loro presenza nella vita familiare.
Figli, calendario, mantenimento e animali richiedono quindi regole diverse, ma una progettazione unitaria della nuova organizzazione familiare.
Quando nella famiglia sono presenti cani o gatti, inserirli consapevolmente nell’accordo può significare prevenire controversie future e costruire una separazione maggiormente rispettosa delle relazioni che continuano anche dopo la fine della coppia.
Per assistenza nella redazione di accordi di separazione, mantenimento e calendario dei figli e regolamentazione della gestione di cani e gatti, è possibile richiedere una consulenza.
Avv. Irene Bonora
📍 Bologna – Imola
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