La legge brambilla e la riforma sul diritto degli animali

La legge brambilla e la riforma sul diritto degli animali

La legge 82 del 06.06.2025 ha comportato un inasprimento delle pene contro i reati di maltrattamento e riguarda non solo gli animali domestici, ma tutti gli animali. Con questa normativa si riconosce agli animali la qualifica di esseri senzienti, in grado di patire dolore e sofferenze. Anche le pene per i maltrattamenti sono state raddoppiate passando da 2 anni di reclusione a 4 anni di reclusione e da 15000,00 euro di multa a 300000,00. Si riconosce alla Legge Brambilla di essersi occupata del mondo animale per intero, andando dunque a consentire di sanzionare anche i maltrattamenti che, purtroppo, veniva di frequente segnalati all’interno dei macelli o nei trasporti per gli animali vivi .L’esistenza stessa del macello è sofferenza, ma con questa normativa, quantomeno, non potranno essere inflitte pene ulteriori ai poveri animali. Casi di cronaca recenti, anche e soprattutto per quanto attiene ai macelli, come le recenti notizie sul macello di cavalli nell’emiliano, hanno tuttavia mostrato con forza come questa Riforma sia solo un punto d’inizio e non certo un arrivo. L’educazione al rispetto per gli animali manca ed ancora si devono fare grandi passi sulla prevenzione. La Riforma introdotta dalla Legge Brambilla rappresenta comunque un’importante fatto, anche culturale, poiché, nel modificare la rubrica del Titolo IX-bis del secondo libro del codice penale, da “Delitti contro il sentimento per gli animali” in “Delitti contro gli animali”, si rispetta una nuova prospettiva dei reati contro gli animali poiché essi diventano oggetto diretto della tutela penale, non più mediato dalla protezione del sentimento umano di pietà nei loro confronti.