Cane che scappa e morde un altro cane: quali responsabilità per il proprietario?

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Cane che scappa e morde un altro cane: quali responsabilità per il proprietario?

 

Quando la mancata custodia dell’animale può avere conseguenze civili e penali

Chi possiede un cane ha il dovere di custodirlo con la massima diligenza. Quando l’animale sfugge al controllo del proprietario e aggredisce un altro cane, le conseguenze possono essere rilevanti non solo sotto il profilo del risarcimento dei danni, ma anche sotto quello penale.

Si tratta di una situazione tutt’altro che rara: un cancello lasciato aperto, una recinzione inadeguata o una distrazione durante la passeggiata possono consentire all’animale di allontanarsi e provocare danni a persone o ad altri animali.

La responsabilità civile del proprietario

L’articolo 2052 del Codice Civile stabilisce che il proprietario di un animale, o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni cagionati dall’animale stesso, salvo che provi il caso fortuito.

Ciò significa che il proprietario è tenuto a risarcire:

  • le spese veterinarie sostenute per le cure dell’animale aggredito;
  • eventuali danni permanenti riportati dal cane ferito;
  • il danno patrimoniale e, nei casi più gravi, anche il danno non patrimoniale riconosciuto dalla giurisprudenza.

La responsabilità sussiste anche quando il cane sia sfuggito momentaneamente al controllo del proprietario.

Quando può configurarsi una responsabilità penale

Sotto il profilo penale occorre valutare le specifiche circostanze del fatto.

Se il proprietario omette di adottare le necessarie cautele per impedire la fuga dell’animale, può integrare il reato di omessa custodia e malgoverno di animali previsto dall’art. 672 del Codice Penale, nei casi in cui la norma risulti applicabile.

Inoltre, quando dall’aggressione derivano lesioni a persone intervenute per separare gli animali o per difendere il proprio cane, il proprietario può essere chiamato a rispondere del reato di lesioni colpose qualora l’evento sia conseguenza della sua negligenza, imprudenza o imperizia.

Se a essere morso è un altro cane

Anche se la vittima dell’aggressione è esclusivamente un altro animale, il proprietario del cane aggressore non è esente da responsabilità.

Le autorità competenti possono essere chiamate a valutare:

  • le modalità di custodia dell’animale;
  • eventuali precedenti episodi di aggressività;
  • il rispetto delle norme locali in materia di conduzione e controllo dei cani;
  • la presenza di condotte colpose del proprietario.

Ogni caso deve essere esaminato concretamente, tenendo conto delle testimonianze, della documentazione veterinaria e delle circostanze dell’accaduto.

Come tutelarsi dopo un’aggressione

Se il proprio cane è stato aggredito è opportuno:

  1. rivolgersi immediatamente a un veterinario;
  2. conservare tutta la documentazione medica e le fatture delle cure sostenute;
  3. raccogliere fotografie, video e nominativi di eventuali testimoni;
  4. identificare il proprietario dell’altro animale;
  5. valutare con un legale le azioni risarcitorie più opportune.

Una corretta raccolta delle prove può risultare decisiva per ottenere il risarcimento dei danni subiti.

Conclusioni

La custodia del cane non rappresenta soltanto un dovere morale verso l’animale e la collettività, ma anche un preciso obbligo giuridico. Quando un cane sfugge al controllo del proprietario e aggredisce un altro animale, la responsabilità può tradursi in importanti conseguenze economiche e, nei casi più gravi, anche penali.

Prevenzione, vigilanza e adeguate misure di sicurezza rappresentano gli strumenti più efficaci per evitare eventi che possono avere ripercussioni significative sia per gli animali coinvolti sia per i loro proprietari.

Studio Legale Bonora
Tutela degli animali, responsabilità civile e diritto penale.

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