12 Ott Il calendario di visita dei minori dopo la Riforma Cartabia: verso una genitorialità più responsabile e una tutela effettiva del minore
La Riforma Cartabia ha profondamente inciso sui procedimenti di diritto di famiglia, introducendo strumenti volti a garantire una maggiore tutela dei minori e una più efficace attuazione del principio della bigenitorialità. Tra gli aspetti più rilevanti vi è la disciplina dei tempi di permanenza del figlio presso ciascun genitore, comunemente definita “calendario di visita”, che oggi assume un ruolo centrale nell’organizzazione della vita familiare successiva alla separazione o alla cessazione della convivenza.
Il principio guida: l’interesse superiore del minore
La riforma conferma che ogni decisione riguardante i figli deve essere adottata tenendo conto esclusivamente del loro interesse superiore, secondo quanto previsto dall’art. 337-ter c.c. e dalle convenzioni internazionali in materia di tutela dell’infanzia.
L’obiettivo non è garantire un’equa divisione matematica del tempo tra i genitori, bensì assicurare al minore una relazione stabile, equilibrata e continuativa con entrambi, preservando al contempo le sue esigenze affettive, educative, scolastiche e sociali.
L’importanza del piano genitoriale
Una delle novità più significative introdotte dal D.Lgs. n. 149/2022 è il cosiddetto “piano genitoriale”.
Nei procedimenti che riguardano i figli minori, ciascun genitore deve indicare le modalità con cui intende organizzare la vita quotidiana dei figli, fornendo informazioni relative:
- alla scuola frequentata;
- alle attività sportive e ricreative;
- ai percorsi educativi e formativi;
- alle frequentazioni abituali;
- alle vacanze;
- alle esigenze sanitarie e assistenziali.
Il piano consente al giudice di disporre un calendario di permanenza più aderente alle reali esigenze del minore e di valutare concretamente la capacità collaborativa dei genitori.
Il calendario di frequentazione: sempre più dettagliato
Prima della riforma era frequente l’adozione di provvedimenti formulati in termini generici, ad esempio prevedendo il diritto di visita del genitore non convivente “a fine settimana alternati e un pomeriggio infrasettimanale”.
L’esperienza applicativa ha però dimostrato come formule troppo generiche fossero spesso fonte di conflittualità e continui contenziosi.
Per questo motivo i tribunali tendono oggi a predisporre calendari molto più dettagliati, indicando:
- giorni e orari precisi di permanenza presso ciascun genitore;
- modalità di consegna e ripresa del minore;
- gestione delle festività nazionali e religiose;
- periodi di vacanza estiva;
- compleanni del minore e dei genitori;
- eventi scolastici e attività extrascolastiche.
La maggiore precisione mira a ridurre l’insorgere di conflitti interpretativi e a favorire la prevedibilità dell’organizzazione familiare.
L’ascolto del minore
La Riforma Cartabia ha ulteriormente valorizzato l’ascolto del minore capace di discernimento.
Il giudice è tenuto ad ascoltare il figlio che abbia compiuto dodici anni e, ove opportuno, anche il minore di età inferiore purché in grado di esprimere una propria opinione.
Le preferenze manifestate dal minore non sono vincolanti, ma costituiscono un elemento importante nella predisposizione del calendario di frequentazione, soprattutto quando riguardano aspetti pratici della vita quotidiana.
Cosa accade se un genitore non rispetta il calendario?
Uno dei problemi più frequenti nelle separazioni conflittuali riguarda la mancata osservanza delle modalità di frequentazione stabilite dal giudice.
La riforma ha rafforzato gli strumenti di tutela già previsti dall’art. 709-ter c.p.c., consentendo al giudice di intervenire quando uno dei genitori:
- ostacola i rapporti con l’altro genitore;
- non rispetta il calendario stabilito;
- adotta comportamenti pregiudizievoli per il minore;
- viola ripetutamente gli obblighi derivanti dai provvedimenti giudiziali.
In tali casi possono essere adottati provvedimenti correttivi, risarcitori o sanzionatori, fino alla modifica delle modalità di affidamento nei casi più gravi.
Il ricorso ai servizi sociali e ai professionisti specializzati
La Riforma Cartabia incentiva inoltre il ricorso a strumenti di supporto alla genitorialità.
Quando il conflitto tra i genitori impedisce una gestione serena dei rapporti con il figlio, il tribunale può avvalersi:
- dei servizi sociali territoriali;
- di consulenti tecnici d’ufficio;
- di esperti della mediazione familiare;
- del curatore speciale del minore nei casi previsti dalla legge.
L’obiettivo è favorire soluzioni che consentano di mantenere il minore al centro delle decisioni, evitando che divenga strumento del conflitto genitoriale.
Conclusioni
La Riforma Cartabia ha trasformato il calendario di visita da semplice indicazione dei tempi di frequentazione a vero e proprio progetto organizzativo della vita del minore.
L’introduzione del piano genitoriale, la valorizzazione dell’ascolto del minore e la tendenza a predisporre calendari dettagliati mirano a ridurre il contenzioso e a garantire una presenza significativa di entrambi i genitori nella crescita dei figli.
In questo nuovo contesto, la collaborazione tra i genitori assume un’importanza decisiva: il rispetto delle decisioni giudiziali e la capacità di adattare gli accordi alle esigenze concrete del minore rappresentano oggi i principali strumenti per realizzare il suo benessere e assicurare una effettiva tutela del diritto alla bigenitorialità.
Problemi con il rispetto del calendario di visita?
Se l’altro genitore non rispetta gli accordi o i provvedimenti del giudice, è importante intervenire tempestivamente per tutelare i diritti dei figli e preservare il loro equilibrio.
Lo Studio Legale Bonora può aiutarti a valutare la situazione e individuare gli strumenti giuridici più efficaci per ottenere il rispetto delle modalità di affidamento e frequentazione.
Avv. Irene Bonora
Studio Legale Bonora
Bologna – Imola